RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

Seminario teorico-pratico di yoga

STUDIO LOTUS Via Dalai 16 Luzzara (RE)

per informazioni e iscrizioni info@claudiaboni.it – 3386250217

Solitamente si pensa che l’atto di respirare sia la cosa più spontanea o naturale che esista; troppo spesso lo diamo per scontato e non vi prestiamo attenzione.  Invece è lo strumento più potente che abbiamo a disposizione per il nostro benessere ma anche facilmente influenzabile da eventi esterni, posture e abitudini sbagliate.

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?

Prova ad osservare la tua respirazione: se quando inspiri sollevi le spalle oppure gonfi il torace e l’addome rientra , la tua respirazione è scorretta.

Dal modo in cui respiriamo si possono individuare modalità e schemi che raccontano del nostro modo di  vivere. Un respiro bloccato o incompleto  è in grado di influenzare le nostre emozioni e le nostre relazioni con la vita e gli altri, e per contro emozioni o atteggiamenti possono influenzare la nostra respirazione.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà :

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • conoscere le principali relazioni tra respirazione e psicosomatica, respirazione e salute
  • la corretta  respirazione addominale (Adham)
  • la corretta respirazione intercostale (Madhyam)
  • la corretta respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la corretta respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi utili a variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

 

Esercizi yoga per la salute delle nostre articolazioni

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articolazioneDa settembre inizierà una serie di nuovi seminari monotematici: vi presento il primo: domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12 a Luzzara c/o Studio Lotus. Per informazioni info@claudiaboni.it.

ESERCIZI YOGA PER LA SALUTE DELLE NOSTRE ARTICOLAZIONI

Lavoro mirato su tutte le articolazioni del nostro corpo, per liberarle, renderle più elastiche e meno rigide,   contribuendo a liberarci di molti dei più comuni dolori e impedimenti nel movimento

Le articolazioni consentono il movimento delle varie parti del nostro corpo, se non ci fossero saremmo fermi come alberi.
Rappresentano l’azione e la flessibilità.

I problemi articolari si manifestano come infiammazione e dolore che limitano i nostri movimenti e che contemporaneamente rispecchiano il nostro irrigidimento intellettuale, comportamentale ed affettivo. Possono cioè rispecchiare un nostro atteggiamento nella vita, dove abbiamo chiuso il cuore, i pensieri sono diventati freddi e duri nei confronti di una persona, della vita o di una situazione.

Per chi ha raggiunto una certa età, i primi segni dell’usura del proprio corpo si notano proprio dalle limitazioni e dalla scarsità di lubrificazione delle articolazioni, oltre che da altri deficit collegati all’avanzare dell’età.

Da un punto di vista più “sottile”, a causa di problemi psicologici o dovuti ad una eccessiva acidificazione del corpo, alla presenza massiccia di tossine, o a stili di vita squilibrati, l’energia che scorre all’interno del corpo e soprattutto quella presente nelle articolazioni, può arrivare a bloccarsi. Ciò crea inizialmente rigidità, tensione muscolare e circolazione sanguigna scarsa, fino a cronicizzarsi in artrosi.

Inoltre le attività sportive praticate spesso in maniera eccessiva e maniacale, lo spirito di competizione, hanno portato molti atleti professionisti e non, a misurarsi in sfide all’impossibile mirando alla quantità e non alla qualità.
L’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della nostra struttura articolare.

Il liquido sinoviale che circonda i tessuti cartilaginei favorisce la mobilità dell’articolazione diminuendo l’attrito, e tale liquido viene attivato e messo in circolo grazie soprattutto ad una varietà e costanza di movimenti utili per la mobilità articolare.
In pratica si capisce come “maggior movimento articolare, significa maggior lubrificazione delle articolazioni, con la conseguenza positiva di un miglior funzionamento”!

La pratica regolare di questi esercizi, rimuove dal corpo i blocchi energetici e fisici e ne previene la formazione di nuovi, in questo modo promuove una salute globale regolando e stabilizzando l’energia,  fornendo  morbidezza e  flessibilità a tutto il corpo.

 

Lo Yoga Nidra è efficace anche per i problemi mestruali

Secondo uno studio condotto di recente, lo yoga nidra è in grado di agire positivamente sugli squilibri ormonali che potrebbero provocare dismenorrea (dolori mestruali), oligomenorrea (intervalli eccessivamente lunghi tra una mestruazione e l’altra), menorragia (perdite ematiche troppo abbondanti) e metrorragia (sanguinamento al di fuori dei giorni delle mestruazioni).

Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori della Chhatrapati Sahuji Maharaj Medical University, nello Stato di Uttar Pradesh, situato nell’India Settentrionale, ed i relativi risultati sono stati pubblicati tra le pagine della rivista scientifica Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I ricercatori hanno deciso di intraprendere il proprio studio sottoponendo ad uno specifico programma un nutrito gruppo di donne in età fertile con problemi di irregolarità mestruale, composto da sessioni di yoga nidra della durata di 35-40 minuti a cui partecipare per cinque volte alla settimana, nel corso di sei mesi.

Tra le donne partecipanti al programma di yoga, rispetto a coloro che non vi avevano preso parte, in quanto costituenti un gruppo di controllo, sono stati riscontrati mutamenti a livello ormonale, in particolare per quanto concerne ormoni prodotti dalla tiroide. Ciò, secondo quanto dichiarato dagli esperti, è risultato utile nel miglioramento dei sintomi correlati ai problemi mestruali dovuti agli squilibri ormonali.

Per maggiori informazioni >>>>>

La meditazione e una specifica tecnica di respirazione riducono le infiammazioni

Il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario possono essere influenzati con una semplice tecnica di respirazione e meditazione, che riduce la produzione delle sostanze che stimolano i processi infiammatori e aumenta quella delle sostanze antinfiammatorie. La tecnica, messa a punto dal recordman di resistenza al freddo, WIm Hof,  potrebbe essere di aiuto a chi soffre di patologie autoimmuni.

Non è questa comunque una novità per i grandi meditanti tibetani che già conoscono pratiche millenarie in grado di sviluppare calore  corporeo. La tecnica “del calore interno”, o Tummo è praticata dagli yogi delle grotte sull’Himalaya per sopravvivere alle rigide temperature invernali, ma pochi ne conoscono i segreti, trasmessi solo da maestro a discepolo.

L’occidente ha deciso di occuparsi  di questo fenomeno, tra le maggiori ricerche, spiccano una ricerca dell’Università di Harvard e uno studio condotto da ricercatori della Radboud University a Nijmegen, nei Paesi Bassi, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the Natoonal Academy of Sciences”.

Nell’ottica occidentale, infatti, da questa pratica possono derivare importanti benefici. In primo luogo, una tecnica di questo tipo può salvare la vita in circostanze estreme, come essere esposti a temperature molto rigide, ma, secondo i ricercatori di Harvard, la meditazione Tummo può soprattutto migliorare la resistenza alle infezioni e aumentare le performances cognitive. E questo senza ricorrere a farmaci.

La ricerca olandese  ha preso spunto dallo studio che lo stesso gruppo aveva precedentemente condotto su un loro connazionale, Wim Hof, che detiene diversi record mondiali di resistenza al freddo. Applicando una tecnica di respirazione e meditazione da lui sviluppata, Hof è in grado di mantenere normale la propria temperatura corporea anche dopo un ora di immersione senza vestiti in una vasca di ghiaccio, un tempo normalmente sufficiente a indurre un’ipotermia mortale. In quello studio i ricercatori avevano scoperto che Hof riusciva ad alterare volontariamente l’attività del suo sistema nervoso simpatico, che a sua volta influiva sul sistema immunitario attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Rispetto ai soggetti “normali” di controllo, nel sangue dei volontari addestrati personalmente dallo stesso Hof,  sono stati riscontrati livelli più elevati di adrenalina e e della citochina anti-infiammatoria IL-10, e livelli più bassi delle citochine proinfiammatorie IL-6, IL-8 e del TNF-α. Inoltre, sul piano clinico, è stato osservato un minor numero di sintomi di tipo “influenzale” in risposta alla tossina.

FOnti:

http://www.lescienze.it/news/2014/05/07/news/controllo_volontario_sistema_nervoso_autonomo_immunitario-2131374/

http://www.pnas.org/content/early/2014/04/30/1322174111.abstract?sid=ef41763c-e5d4-4eea-b94a-09e00173bda2

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3612090/

http://www.laltramedicina.it/tradizioni-mediche/354-la-meditazione-tummo-accende-il-fuoco-interiore.html#sthash.hJVhh8XL.dpuf

 

Come ci relazioniamo con gli altri è parte integrante della pratica

Patanjali afferma: «La mente si rischiara coltivando atteggiamenti di amicizia, compassione, gioia nei confronti di chi è felice, di chi soffre, di chi è virtuoso e attitudini di distacco verso chi vive nel vizio»

Offrire amicizia e amore a chi è felice è una cosa naturale, ma se osserviamo i nostri sentimenti di compassione nei confronti delle persone quando la vita riserva loro momenti difficili o di vera gioia verso chi è molto più fortunato di noi, scopriremmo che a volte possiamo provare fastidio nell’ascoltare i continui problemi degli altri o proviamo gelosia e invidia nei confronti di chi è più fortunato di noi.

Patanjali invita a esprimere apertura di cuore nei riguardi di chi è virtuoso e distacco verso chi vive nel vizio. Per noi indifferenza è il rifiuto di mostrare disapprovazione o sdegno, ma Patanjali dà a questo concetto un’altra accezione: ci invita a distaccarci profondamente dai nostri giudizi e a smettere di sentirci nel giusto, superiori.

Umiltà

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Quello che voglio è svolgere compiti nobili e grandi, ma so che il mio primo dovere è svolgere compiti umili come se fossero nobili e grandi ( Helen Keller)

L’umità è l’attitudine di vivere facendo esperienza di tutto quello che c’è nel mondo con ammirazione. E’ il vedere noi stessi come una piccola parte in un cosmo più grande, abitato da persone e creature dalle quali possiamo imparare. Una persona dotata di umiltà riesce a vedere al di là del proprio punto di vista o interesse. riconosce che siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri e che ognuno ha un ruolo unico e a volte inaspettato da svolgere nella vita degli altri. L’umiltà sposta la nostra prospettiva da me a gli altri, e lo fa con gioia. L’umiltà ci consente di ammettere che siamo impauriti e vulnerabili e che non sempre vediamo le cose in modo corretto.

Quando crediamo di essere superiori alle persone intorno a noi perdiamo, come conseguenza, la capacità di ascoltare. E’ una grande perdita perchè abbiamo tanto da imparare gli uni dagli altri. c’è un detto tibetano  che paragona una persona orgogliosa a una tazza rovesciata che non lascia entrare nulla e non può quindi essere riempita.

Nelle arti marziali si insegna l’umità  attraverso abili mosse come ad esempio il mettersi nelle scarpe dell’altro. quando una persona attacca i contendenti si afferrano ai polsi e si muovono girando nella stessa direzione. La caratteristica positiva è che spinge i due avversari  in avanti in modo da trasformare l’energia negativa dell’avversario in energia positiva. Se applichiamo nella vita questa questo principio ci troveremo a camminare a fianco di un avversario sorpreso, nella sua stessa posizione, sperimentando il suo punto di vista.

In memoria del grande yogi silente di Madras

 

Ho conosciuto Yogi Satchidananda di Madras, (scomparso nel 2006 a 97 anni)  circa venticinque anni fa ad un convegno a Riva del Garda, durante una cerimonia purificatrice e propiziatrice. In seguito fu poi invitato dalla mia insegnante di yoga di allora per un seminario intensivo presso la sua scuola.

Era un mouni (un santo silenzioso),  aveva fatto il voto del silenzio da più di vent’anni;  viaggiava insieme ad una parente che traduceva i suoi silenzi durante i seminari.
Era snellissimo, una pelle tonica ed elastica da far invidia a un trent’enne, due occhi vivaci  e a volte scherzosi,  una massa imponente di capelli lunghi fino ai piedi  legati in trecce che teneva legati sul capo a mo’ di turbante.

Benchè avesse più di 80 anni eseguiva con estrema armonia e leggerezza tutti gli asana più difficili e spettacolari rituali di purificazione del corpo . Era un grande esempio della più antica e incontaminata tradizione yoga vedica e lo ricordo ancora con molto rispetto.

Ho trovato in rete due video che lo ritraggono che propongo in sua memoria :

 

Yoga in ufficio? In America è già una sana abitudine

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meditazione-ufficioSecondo una ricerca condotta dal’Università di Stanford, praticare Yoga in ufficio migliora l’efficienza dei lavoratori. La direzione di Google, famosa per la propria attenzione alla salute e al benessere dei suoi dipendenti, non si è di certo lasciata scappare questa opportunità, promuovendo il progetto “Serch inside yourself”, che vuole offrire il miglior contesto lavorativo possibile ponendo il benessere dei dipendenti  prima di tutto. Attraverso corsi di meditazione, yoga e rilassamento, l’azienda promuove l’equilibrio psico-fisico-mentale dei suoi dipendenti. Nello specifico è stato Gopi Kallayil, un Google marketing manager indiano, con una certificazione indiana all’insegnamento dello yoga , che ha deciso di fare entrare l’antica disciplina indiana in azienda.

Quello delle lezioni di yoga e di meditazione all’interno delle grandi aziende tecnologiche in America è ormai una vera e propria tendenza, oltre che una assoluta necessità. Strumenti, come asana, pranayama e meditazione, infatti, insegnano a dirigenti, manager, ingegneri, designer e impiegati che esiste una possibilità di mantenere la calma nel bel mezzo di un meeting, nel pieno di una scadenza importante, insegnano che durante la giornata è importante prendersi dei momenti per se stessi. Il cervello umano, sembra che non riesca a concentrarsi per più di 1,5/2 ore, ed ecco che dieci o quindici minuti di meditazione, di asana o di una camminata consapevole forniscono al cervello e al corpo la capacità di resettarsi per poi ricominciare con una nuova energia, maggiore capacità di concentrazione e buon umore.

La consapevolezza del corpo e del sè – 16 marzo 2014

DOMENICA 16 MARZO Seminario a numero chiuso C/O STUDIO LOTUS – via Dalai 16 Luzzara (RE)

8.30 registrazione e presentazione lavori

9.00- 10.30 la consapevolezza del corpo attraverso lo yoga,  Claudia Boni

10.30- 12.00 la consapevolezza del sé in meditazione, Marco Reggiani

12.00-14.00 brunch

14.00-16.00 programma corpo-mente,  Alessandra Vasconi osteopata, Simona Guerreschi psicoterapeuta

ore 16-17 chiusura lavori

Per info e costi
333 2557986

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