Yoga in ufficio? In America è già una sana abitudine

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meditazione-ufficioSecondo una ricerca condotta dal’Università di Stanford, praticare Yoga in ufficio migliora l’efficienza dei lavoratori. La direzione di Google, famosa per la propria attenzione alla salute e al benessere dei suoi dipendenti, non si è di certo lasciata scappare questa opportunità, promuovendo il progetto “Serch inside yourself”, che vuole offrire il miglior contesto lavorativo possibile ponendo il benessere dei dipendenti  prima di tutto. Attraverso corsi di meditazione, yoga e rilassamento, l’azienda promuove l’equilibrio psico-fisico-mentale dei suoi dipendenti. Nello specifico è stato Gopi Kallayil, un Google marketing manager indiano, con una certificazione indiana all’insegnamento dello yoga , che ha deciso di fare entrare l’antica disciplina indiana in azienda.

Quello delle lezioni di yoga e di meditazione all’interno delle grandi aziende tecnologiche in America è ormai una vera e propria tendenza, oltre che una assoluta necessità. Strumenti, come asana, pranayama e meditazione, infatti, insegnano a dirigenti, manager, ingegneri, designer e impiegati che esiste una possibilità di mantenere la calma nel bel mezzo di un meeting, nel pieno di una scadenza importante, insegnano che durante la giornata è importante prendersi dei momenti per se stessi. Il cervello umano, sembra che non riesca a concentrarsi per più di 1,5/2 ore, ed ecco che dieci o quindici minuti di meditazione, di asana o di una camminata consapevole forniscono al cervello e al corpo la capacità di resettarsi per poi ricominciare con una nuova energia, maggiore capacità di concentrazione e buon umore.

La consapevolezza del corpo e del sè – 16 marzo 2014

DOMENICA 16 MARZO Seminario a numero chiuso C/O STUDIO LOTUS – via Dalai 16 Luzzara (RE)

8.30 registrazione e presentazione lavori

9.00- 10.30 la consapevolezza del corpo attraverso lo yoga,  Claudia Boni

10.30- 12.00 la consapevolezza del sé in meditazione, Marco Reggiani

12.00-14.00 brunch

14.00-16.00 programma corpo-mente,  Alessandra Vasconi osteopata, Simona Guerreschi psicoterapeuta

ore 16-17 chiusura lavori

Per info e costi
333 2557986

“Om Gum Ganapatayei Namaha”, il mantra che rimuove gli ostacoli

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Se il nostro stato interiore è unificato con il nostro desiderio tutto diventa possibile e realizzabile.

Troppo spesso invece intercorrono ostacoli esterni, come i giudizi di altre persone o la mancanza di tempo che ci impedisce di meditare ogni giorno, o ostacoli interni come le nostre emozioni, i modelli di pensiero, le paure, il  senso di limitatezza o inadeguatezza,  che si frappongono tra il nostro desiderio e la realizzazione di questo.

Il mantra “Om Gum Ganapatayei Namaha” è tradizionalmente cantato dare inizio a nuovi impegni o progetti con energia positiva e per rimuovere gli ostacoli nel nostro corpo fisico e astrale.

Il mantra viene ripetuto per il numero magico di 108 volte . Se viene cantato con il giusto pranayama (respirazione ritmica ) e con sincera devozione e fiducia , produrrà buoni risultati.

Si dice che gli spiriti maligni non osino entrare nella casa o nella mente del devoto , che recita questo mantra a Ganesh .
Attenzione però, perchè occorre saper riconoscere quelli che sono i risultati: non è detto che  la recitazione del mantra ad esempio, possa prolungare una relazione che è terminata o un lavoro che non può o non deve più essere portato avanti, ma potrebbe aiutare invece a trovare nuove soluzioni, nuovi rapporti o lavori più appaganti. Aiuta quindi a superare gli ostacoli che vi impediscono di riconoscere le soluzioni alternative.

Qui potrete trovare il mantra cantato da Muz Murray (Ramana Baba), Mantra yoga master


Mal di testa? Vale la pena di provare con la respirazione

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Se hai spesso mal di testa, puoi provare per qualche minuto questo tipo di respirazione:  chiudi la narice destra con il pollice e utilizza solo quella  sinistra per inspirare, mentre chiudendo con il mignolo e l’anulare la narice sinistra utilizzi la destra per espirare. Rimarrai piacevolmente sorpreso dall’efficacia sel metodo.

Se invece ti senti stanco, basta invertire, chiudere cioè la narice sinistra ed inspirare  dalla narice destra.

Le due narici  hanno infatti funzioni diverse. Il lato destro rappresenta il sole. Il lato sinistro rappresenta la luna. Quando respiriamo dalla narice sinistra stimoliamo la nostra parte più femminile, la creatività, la morbidezza, portiamo freschezza e decongestioniamo; quando respiriamo dalla narice destra, stimoliamo la nostra parte maschile , quella logica e razionale e portiamo calore, energia. Meglio non abusare però di questo tipo di respirazione per non portare in disequilibrio queste due forze che dovrebbero compensarsi armonicamente.

Meglio poi dopo una pausa  proseguire con la respirazione a narici alternate “nadi sodana pranayama” che porta in riequilibrio e purifica entrambe le nadi. Si esegue in posizione seduta, la mano sinistra si appoggia sul ginocchio sinistro, mentre la destra è sollevata, il pollice si appoggia sulla pinna destra del naso, l’anulare ed il mignolo sono  appoggiati sulla pinna sinistra del naso. Si chiude quindi, con anulare e mignolo, la narice sinistra, si inspira con la narice destra , quindi si espira dalla narice sinistra rilasciando la pressione dell’anulare e mignolo, si inspira sempre dalla narice sinistra, e chiudendo la narice sinistra si espira dalla destra. Si inspira dalla destra e poi di nuovo il cambio….  e si procede quindi in questo modo per alcuni minuti.

Quest’ultima pratica di pranayama assicura un buon apporto di ossigeno, mentre l’anidride carbonica viene espulsa in modo efficace e il sangue purificato dalle tossine. Porta tranquillità, lucidità di pensiero, e concentrazione, utile per le persone che lavorano molto mentalmente. Aumenta la vitalità e abbassa i livelli di stress e di ansia .

Perchè l’attenzione al respiro

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Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Eckhart Tolle

Invito per una lezione di prova di Yoga e meditazione a Rio Saliceto o a Luzzara (RE)

Gli esercizi proposti sono semplici e alla portata di tutti: i movimenti sono eseguiti sempre lentamente, in totale presenza, e nel rispetto dei propri limiti, particolare attenzione è rivolta alla respirazione , e molti sono i momenti di meditazione e di riflessione durante la seduta. Per accedere all’esperienza dello Yoga, occorre partire da noi stessi, accettando di praticare ed esprimerci secondo le nostre possibilità fisiche ed emotive: è lo Yoga che si adatterà ad ogni individuo e non il contrario.

Una pratica costante dello Yoga, sarà in grado di ridurre le tensioni, le rigidità fisiche e i dolori, fino ad arrivare a far sperimentare uno stato di quiete interiore e di benessere a livello fisico, mentale ed emozionale, influenzando anche la nostra vita quotidiana, e migliorando le nostre relazioni con gli altri . Aiuta a vivere il momento presente con completa presenza e coinvolgimento e promuove la chiarezza e la pace nella nostra mente.

ORARI LEZIONI DI PROVA:
Mercoledì POMERIGGIO 17 SETTEMBRE a Luzzara ore 17.30

Sabato mattina 21 SETTEMBRE a Luzzara ore 9.30

Sabato mattina  28 SETTEMBRE  a Luzzara ORE 10.30

Lunedì pomeriggio  16 e 23 SETTEMBRE a Rio Saliceto ore 17.30

Portare tappetino, plaid, eventuale cuscino e abiti comodi.

Dove:
Rio Saliceto – via grilli2
Luzzara- via Dalai 16

Siete pregati di anticipare la vs. presenza.
tel. 338/6250217 – email:claudiaboni.ac@gmail.com

Lo yoga migliora la qualità della vita a 360°

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yogaLo yoga non solo può essere utile nel ridurre il dolore, soprattutto se cronico, ma è in grado di migliorare in modo significativo anche la qualità della vita in generale. Uno studio qualitativo sugli effetti dello yoga su pazienti affetti da dolore cronico ha evidenziato come questa pratica migliori la qualità della vita a 360 gradi. I partecipanti hanno riferito di sentirsi più in equilibrio, di essere pùi consapevoli di sè e del proprio corpo, di essere capaci di resistere maggiormante a situazioni di stress, di provare meno dolore  e di  sentirsi in grado di affrontare meglio le situazioni difficili della vita.

A condurre questo studio  sugli effetti dello yoga su pazienti con dolore cervicale cronico, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Integrativa della Facoltà di Medicina  dell’ Università di Duisburg-Essen,   Gerhard Kienle Chair of Medical Theory, Integrative and Anthroposophic Medicine
I risultati completi sono stati pubblicati sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I risultati finali hanno mostrato che, come riferito dai partecipanti, vi erano stati cambiamenti su più dimensioni dell’esperienza umana. A livello fisico, ad esempio la maggioranza dei partecipanti ha riferito una maggiore  consapevolezza del proprio corpo, sia durante la pratica yoga che nella vita quotidiana.
A livello emotivo, invece, hanno notato una maggiore accettazione del dolore e nei confronti dei pesi della vita.
Socialmente, hanno sperimentato una rinnovata partecipazione a una vita attiva, che era stata intaccata dalla condizione patologica.

Ancora una volta, dunque, lo yoga ha dimostrato di essere una disciplina che può offrire molto a tutte le persone, e soprattutto a quelle che hanno problemi di salute, sia mentale che fisica.

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fonte:

http://www.lastampa.it

Lo yoga migliora la fibromialgia

Le donne affette da fibromialgia che associano lezioni diyoga alle usuali terapie per la cura del dolore (a base di farmaci ed esercizi mirati) mostrano notevoli miglioramenti nella percezione del dolore e nello svolgimento delle attività quotidiane rispetto alle donne che si sottopongono esclusivamente alle normali cure: a sostenerlo è uno studio pubblicato su Pain da un gruppo di ricercatori della Oregon Health & Science University (Usa) guidati da James Carson.

“Anche se lo yoga viene praticato da millenni, solo di recente i ricercatori hanno iniziato a dimostrarne gli effetti su persone che soffrono didolore persistente – spiega Carson -. I risultati di questo studio pilota forniscono supporto preliminare per gli effetti benefici dello yoga in pazienti con fibromialgia”. Lo studio è stato condotto su 53 donne maggiori di 21 anni di età sofferenti di fibromialgia da almeno un anno e sottoposte a trattamenti contro la patologia da almeno tre mesi. Le volontarie sono state divise in due gruppi: 25 hanno partecipato alprogrammayoga – ogni lezione consiste in 40 minuti di stretching leggero, 25 minuti di meditazione, 10 minuti di tecniche di respirazione, 20 minuti di presentazioni didattiche sull`applicazione dei principi dello yoga, 25 minuti di discussioni di gruppo – mentre le altre 28 hanno ricevuto solo le cure standard. Alla fine dell`esperimento è emerso che il gruppo che aveva fatto yoga reagiva meglio aldolore e alla fatica, accettava di più la malattia, era meno catastrofista e aveva un migliore tono dell`umore.

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fonte:

http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_01713

Cos’è la felicità?

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«La felicità non è una successione ininterrotta di piaceri. Non si può far dipendere la felicità da fattori esterni che si consumano e la rendono vulnerabile.

La felicità autentica è uno stato mentale che rende capaci di gestire gli stati emozionali di gioia e di dolore allo stesso modo. Come il fondo del mare che resta uguale anche se la superficie si increspa.

E’ un’abilità che richiede tempo, sforzo e lo sviluppo di qualità come l’amore incondizionato e l’altruismo. E la disintossicazione da invidia, orgoglio, desideri compulsivi e odio, che è la nostra frustrazione rispecchiata negli altri. Se quest’idea potesse essere estesa al mondo, ci sarebbe un mondo migliore.

Anzitutto occorre dedicare un po’ di tempo alla meditazione, per distaccarsi dai pensieri ossessivi e prendere familiarità con sentimenti positivi. Più questi occupano spazio dentro di noi, meno ne resta per quelli negativi. A questo punto le esperienze della vita saranno “lette” con più felicità. È provato che 20 minuti al giorno bastano a dare risultati tangibili in tre mesi. Meditando più a lungo si attiva anche un minor invecchiamento delle cellule. Facciamo tanto fitness per il corpo, perché non fare anche allenamento per la felicità?

La grande infelicità dell’Occidente è pensare che la felicità sia un patrimonio per l’individuo, di cui prendersi la parte più grande possibile, prima che lo facciano altri. Egocentrismo ed egoismo sono i nostri peggiori mali. Il consumismo e la dipendenza da agenti esterni sono conseguenze, ma è provato che non fanno che aumentare le reazioni negative nel cervello».

(Matthieu Ricard, biologo molecolare francese che trentotto anni fa, a 26 anni, si è buttato dietro le spalle un destino da scienziato all’Istituto Pasteur di Parigi per diventare un monaco buddista in Nepal, il portavoce del Dalai Lama e infine uno scienziato della felicità)

tratto da: http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=2279

 

Qual’è la pratica avanzata?

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E’ pratica avanzata ogni movimento che ci porta più vicino al riconoscimento del nostro vero sè ( frase tratta dal libro “Lo yoga nella vita” di Donna Farhi).

Con questa definizione si può ben comprendere quanto ciò che nello yoga viene definito come  avanzato non  possa essere misurato con qualità o intensità, o come capacità o incapacità di raggiungere e mantenere posizioni difficili. Saper fare pratiche difficili e ardue non è certo prova di aver raggiunto realizzazioni profonde, anche se tramite tali pratiche è comunque possibile arrivarci.

Vivere il senso più profondo dello yoga  ci aiuta a provare un immenso piacere ad aprire anche solo le dita di una mano, a muovere impercettibilmente una piccola parte del nostro corpo, a percepire le piante dei piedi radicate a terra, ad assaporare la sensazione di leggerezza quando  in piedi riusciamo ad allinerare il nostro corpo verso l’alto. Non più sforzo, desiderio di raggiungere un traguardo, ma una distensione, un abbandono totale, dal quale l’attenzione si può propagare dentro di noi affinando col tempo la vista e l’udito interiori e amplificando anche la più sottile risposta fisica. Il segreto è accondiscendere, muoversi in sintonia con il corpo e non contro di esso. Invece di governare il corpo come se fosse una entità separata dal resto, ricollocare la mente al suo interno ci permette di ascoltare le informazioni non verbali e non intellettuali. Nel momento in cui diamo piena attenzione a ogni respiro e a ogni movimento, così come a ogni più sottile sensazione, allora il corpo  e la mente diventano tuttuno . In questo modo possiamo iniziare a sentire quanto ciò che pensiamo, sentiamo o immaginiamo sia in intima relazione con il nostro corpo fisico. In questo modo iniziamo a sperimentare uno stato di unificazione invece che di separazione. Questo è quello che distingue una pratica avanzata di yoga dal semplice stretching.

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