Bellissima versione del mantra OM Namah Shivaya cantata da Krishna Das

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Om Namah Shivaya significa “Io prendo rifugio, mi inchino, mi arrendo al divino “

Om
La sacra sillaba, il suono primordiale, considerato il mantra per eccellenza, viene usato come prefisso nella maggior parte dei mantra induisti per potenziarne gli effetti benefici.

Namah
In sanscrito, namah significa letteralmente “arrendersi”, “abbandonarsi”; l’atteggiamento di resa totale del devoto nei confronti della Divina Volontà.

Shivaya
Shiva è la terza Persona della Trimurti (il triplice aspetto del Divino: creazione, preservazione e dissoluzione – Shiva/Shakti/Vishnu), all’interno della quale si distingue per essere il distruttore del falso, dell’ignoranza, dell’ego, delle cattive tendenze.

Om Namah Shivaaya

Shivaaya namaha Shivaaya namah om

Shivaaya namaha namaha Shivaaya

Shambhu Shankara namah Shivaaya

Girijaa Shankara namah Shivaaya

Arunaachala Shiva namah Shivaaya

Hara Om Namah Shivaaya

Om Namah Shivaaya

Mi inchino a l’anima del tutto. Mi inchino al mio Sé. Io non so chi sono, così mi inchino a te, Shiva, il mio vero Sé. Mi inchino ai miei insegnanti che mi hanno dato tanto Amore. A chi si è preso cura di me quando non potevo farlo. Devo tutto a loro. Come posso ripagarli? Possiedono tutto quanto nel mondo. Solo il mio amore mi appartiene e sta a me concederlo,…. ma nel darlo loro mi accorgo che è il loro stesso amore che scorre attraverso di me di nuovo al mondo … Io non ho nulla. Io ho tutto. Non voglio niente. Lascio solo scorrere a te il mio amore .(Krishna Das)

CD Il canto dell’OM

OM è una vibrazione sonora spirituale che ha il potere di liberare l’essere purificando la mente dalle sue contaminazioni, donando equilibrio ed enegia.
Il suono dell’OM può essere usato come sottofondo per meditare, per trovare l’ispirazione, per concentrarsi o per rilassarsi, per ritrovare il proprio equilibrio in casa e in ufficio, ma anche un ottimo strumento per ripulire l’ambiente da energie pesanti e indesiderate.
Questo CD ad esempio, è stato registrato a 1900 metri sulle dolomiti del Brenta in un rifugio dedicato al Tibet. Lama Gorkha ha recitato il Mantra OM accompagnato dal musicista Capitanata alle campane tibetane.
http://www.ilgiardinodeilibri.it/musica/__canto-om.php?pn=273

RIEDUCAZIONE ALLA RESPIRAZIONE

Seminario teorico-pratico di yoga

STUDIO LOTUS Via Dalai 16 Luzzara (RE)

per informazioni e iscrizioni info@claudiaboni.it – 3386250217

Solitamente si pensa che l’atto di respirare sia la cosa più spontanea o naturale che esista; troppo spesso lo diamo per scontato e non vi prestiamo attenzione.  Invece è lo strumento più potente che abbiamo a disposizione per il nostro benessere ma anche facilmente influenzabile da eventi esterni, posture e abitudini sbagliate.

Sapevi che insonnia, tensioni, stress, asma, apnee, paure, mancanza di energia, alterazioni nella circolazione sanguigna, digestioni difficili, nausee, difficoltà di evacuazione, e altri problemi, possono essere causati da una scorretta respirazione?

Prova ad osservare la tua respirazione: se quando inspiri sollevi le spalle oppure gonfi il torace e l’addome rientra , la tua respirazione è scorretta.

Dal modo in cui respiriamo si possono individuare modalità e schemi che raccontano del nostro modo di  vivere. Un respiro bloccato o incompleto  è in grado di influenzare le nostre emozioni e le nostre relazioni con la vita e gli altri, e per contro emozioni o atteggiamenti possono influenzare la nostra respirazione.

Il respiro è uno dei più potenti farmaci naturali che esista. Occorre solo imparare ad utilizzarlo!

Nel corso si imparerà :

  • ascoltare e comprendere la propria respirazione naturale
  • valutare l’ampiezza del nostro respiro,
  • conoscere le principali relazioni tra respirazione e psicosomatica, respirazione e salute
  • la corretta  respirazione addominale (Adham)
  • la corretta respirazione intercostale (Madhyam)
  • la corretta respirazione clavicolare (Adhyam)
  • la corretta respirazione yogica completa (Mahat pranayama)
  • Alcuni esercizi utili a variare una respirazione errata o incompleta
  • Esercizi di pranayama per calmare la mente e placare l’ansia e lo stress

 

Esercizi yoga per la salute delle nostre articolazioni

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articolazioneDa settembre inizierà una serie di nuovi seminari monotematici: vi presento il primo: domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12 a Luzzara c/o Studio Lotus. Per informazioni info@claudiaboni.it.

ESERCIZI YOGA PER LA SALUTE DELLE NOSTRE ARTICOLAZIONI

Lavoro mirato su tutte le articolazioni del nostro corpo, per liberarle, renderle più elastiche e meno rigide,   contribuendo a liberarci di molti dei più comuni dolori e impedimenti nel movimento

Le articolazioni consentono il movimento delle varie parti del nostro corpo, se non ci fossero saremmo fermi come alberi.
Rappresentano l’azione e la flessibilità.

I problemi articolari si manifestano come infiammazione e dolore che limitano i nostri movimenti e che contemporaneamente rispecchiano il nostro irrigidimento intellettuale, comportamentale ed affettivo. Possono cioè rispecchiare un nostro atteggiamento nella vita, dove abbiamo chiuso il cuore, i pensieri sono diventati freddi e duri nei confronti di una persona, della vita o di una situazione.

Per chi ha raggiunto una certa età, i primi segni dell’usura del proprio corpo si notano proprio dalle limitazioni e dalla scarsità di lubrificazione delle articolazioni, oltre che da altri deficit collegati all’avanzare dell’età.

Da un punto di vista più “sottile”, a causa di problemi psicologici o dovuti ad una eccessiva acidificazione del corpo, alla presenza massiccia di tossine, o a stili di vita squilibrati, l’energia che scorre all’interno del corpo e soprattutto quella presente nelle articolazioni, può arrivare a bloccarsi. Ciò crea inizialmente rigidità, tensione muscolare e circolazione sanguigna scarsa, fino a cronicizzarsi in artrosi.

Inoltre le attività sportive praticate spesso in maniera eccessiva e maniacale, lo spirito di competizione, hanno portato molti atleti professionisti e non, a misurarsi in sfide all’impossibile mirando alla quantità e non alla qualità.
L’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della nostra struttura articolare.

Il liquido sinoviale che circonda i tessuti cartilaginei favorisce la mobilità dell’articolazione diminuendo l’attrito, e tale liquido viene attivato e messo in circolo grazie soprattutto ad una varietà e costanza di movimenti utili per la mobilità articolare.
In pratica si capisce come “maggior movimento articolare, significa maggior lubrificazione delle articolazioni, con la conseguenza positiva di un miglior funzionamento”!

La pratica regolare di questi esercizi, rimuove dal corpo i blocchi energetici e fisici e ne previene la formazione di nuovi, in questo modo promuove una salute globale regolando e stabilizzando l’energia,  fornendo  morbidezza e  flessibilità a tutto il corpo.

 

Lo Yoga Nidra è efficace anche per i problemi mestruali

Secondo uno studio condotto di recente, lo yoga nidra è in grado di agire positivamente sugli squilibri ormonali che potrebbero provocare dismenorrea (dolori mestruali), oligomenorrea (intervalli eccessivamente lunghi tra una mestruazione e l’altra), menorragia (perdite ematiche troppo abbondanti) e metrorragia (sanguinamento al di fuori dei giorni delle mestruazioni).

Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori della Chhatrapati Sahuji Maharaj Medical University, nello Stato di Uttar Pradesh, situato nell’India Settentrionale, ed i relativi risultati sono stati pubblicati tra le pagine della rivista scientifica Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I ricercatori hanno deciso di intraprendere il proprio studio sottoponendo ad uno specifico programma un nutrito gruppo di donne in età fertile con problemi di irregolarità mestruale, composto da sessioni di yoga nidra della durata di 35-40 minuti a cui partecipare per cinque volte alla settimana, nel corso di sei mesi.

Tra le donne partecipanti al programma di yoga, rispetto a coloro che non vi avevano preso parte, in quanto costituenti un gruppo di controllo, sono stati riscontrati mutamenti a livello ormonale, in particolare per quanto concerne ormoni prodotti dalla tiroide. Ciò, secondo quanto dichiarato dagli esperti, è risultato utile nel miglioramento dei sintomi correlati ai problemi mestruali dovuti agli squilibri ormonali.

Per maggiori informazioni >>>>>

La meditazione e una specifica tecnica di respirazione riducono le infiammazioni

Il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario possono essere influenzati con una semplice tecnica di respirazione e meditazione, che riduce la produzione delle sostanze che stimolano i processi infiammatori e aumenta quella delle sostanze antinfiammatorie. La tecnica, messa a punto dal recordman di resistenza al freddo, WIm Hof,  potrebbe essere di aiuto a chi soffre di patologie autoimmuni.

Non è questa comunque una novità per i grandi meditanti tibetani che già conoscono pratiche millenarie in grado di sviluppare calore  corporeo. La tecnica “del calore interno”, o Tummo è praticata dagli yogi delle grotte sull’Himalaya per sopravvivere alle rigide temperature invernali, ma pochi ne conoscono i segreti, trasmessi solo da maestro a discepolo.

L’occidente ha deciso di occuparsi  di questo fenomeno, tra le maggiori ricerche, spiccano una ricerca dell’Università di Harvard e uno studio condotto da ricercatori della Radboud University a Nijmegen, nei Paesi Bassi, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the Natoonal Academy of Sciences”.

Nell’ottica occidentale, infatti, da questa pratica possono derivare importanti benefici. In primo luogo, una tecnica di questo tipo può salvare la vita in circostanze estreme, come essere esposti a temperature molto rigide, ma, secondo i ricercatori di Harvard, la meditazione Tummo può soprattutto migliorare la resistenza alle infezioni e aumentare le performances cognitive. E questo senza ricorrere a farmaci.

La ricerca olandese  ha preso spunto dallo studio che lo stesso gruppo aveva precedentemente condotto su un loro connazionale, Wim Hof, che detiene diversi record mondiali di resistenza al freddo. Applicando una tecnica di respirazione e meditazione da lui sviluppata, Hof è in grado di mantenere normale la propria temperatura corporea anche dopo un ora di immersione senza vestiti in una vasca di ghiaccio, un tempo normalmente sufficiente a indurre un’ipotermia mortale. In quello studio i ricercatori avevano scoperto che Hof riusciva ad alterare volontariamente l’attività del suo sistema nervoso simpatico, che a sua volta influiva sul sistema immunitario attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Rispetto ai soggetti “normali” di controllo, nel sangue dei volontari addestrati personalmente dallo stesso Hof,  sono stati riscontrati livelli più elevati di adrenalina e e della citochina anti-infiammatoria IL-10, e livelli più bassi delle citochine proinfiammatorie IL-6, IL-8 e del TNF-α. Inoltre, sul piano clinico, è stato osservato un minor numero di sintomi di tipo “influenzale” in risposta alla tossina.

FOnti:

http://www.lescienze.it/news/2014/05/07/news/controllo_volontario_sistema_nervoso_autonomo_immunitario-2131374/

http://www.pnas.org/content/early/2014/04/30/1322174111.abstract?sid=ef41763c-e5d4-4eea-b94a-09e00173bda2

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3612090/

http://www.laltramedicina.it/tradizioni-mediche/354-la-meditazione-tummo-accende-il-fuoco-interiore.html#sthash.hJVhh8XL.dpuf

 

Come ci relazioniamo con gli altri è parte integrante della pratica

Patanjali afferma: «La mente si rischiara coltivando atteggiamenti di amicizia, compassione, gioia nei confronti di chi è felice, di chi soffre, di chi è virtuoso e attitudini di distacco verso chi vive nel vizio»

Offrire amicizia e amore a chi è felice è una cosa naturale, ma se osserviamo i nostri sentimenti di compassione nei confronti delle persone quando la vita riserva loro momenti difficili o di vera gioia verso chi è molto più fortunato di noi, scopriremmo che a volte possiamo provare fastidio nell’ascoltare i continui problemi degli altri o proviamo gelosia e invidia nei confronti di chi è più fortunato di noi.

Patanjali invita a esprimere apertura di cuore nei riguardi di chi è virtuoso e distacco verso chi vive nel vizio. Per noi indifferenza è il rifiuto di mostrare disapprovazione o sdegno, ma Patanjali dà a questo concetto un’altra accezione: ci invita a distaccarci profondamente dai nostri giudizi e a smettere di sentirci nel giusto, superiori.

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