Lo yoga migliora la qualità della vita a 360°

Tag

, , , , ,

yogaLo yoga non solo può essere utile nel ridurre il dolore, soprattutto se cronico, ma è in grado di migliorare in modo significativo anche la qualità della vita in generale. Uno studio qualitativo sugli effetti dello yoga su pazienti affetti da dolore cronico ha evidenziato come questa pratica migliori la qualità della vita a 360 gradi. I partecipanti hanno riferito di sentirsi più in equilibrio, di essere pùi consapevoli di sè e del proprio corpo, di essere capaci di resistere maggiormante a situazioni di stress, di provare meno dolore  e di  sentirsi in grado di affrontare meglio le situazioni difficili della vita.

A condurre questo studio  sugli effetti dello yoga su pazienti con dolore cervicale cronico, sono stati alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Integrativa della Facoltà di Medicina  dell’ Università di Duisburg-Essen,   Gerhard Kienle Chair of Medical Theory, Integrative and Anthroposophic Medicine
I risultati completi sono stati pubblicati sul The Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I risultati finali hanno mostrato che, come riferito dai partecipanti, vi erano stati cambiamenti su più dimensioni dell’esperienza umana. A livello fisico, ad esempio la maggioranza dei partecipanti ha riferito una maggiore  consapevolezza del proprio corpo, sia durante la pratica yoga che nella vita quotidiana.
A livello emotivo, invece, hanno notato una maggiore accettazione del dolore e nei confronti dei pesi della vita.
Socialmente, hanno sperimentato una rinnovata partecipazione a una vita attiva, che era stata intaccata dalla condizione patologica.

Ancora una volta, dunque, lo yoga ha dimostrato di essere una disciplina che può offrire molto a tutte le persone, e soprattutto a quelle che hanno problemi di salute, sia mentale che fisica.

—————-

fonte:

http://www.lastampa.it

Lo yoga migliora la fibromialgia

Le donne affette da fibromialgia che associano lezioni diyoga alle usuali terapie per la cura del dolore (a base di farmaci ed esercizi mirati) mostrano notevoli miglioramenti nella percezione del dolore e nello svolgimento delle attività quotidiane rispetto alle donne che si sottopongono esclusivamente alle normali cure: a sostenerlo è uno studio pubblicato su Pain da un gruppo di ricercatori della Oregon Health & Science University (Usa) guidati da James Carson.

“Anche se lo yoga viene praticato da millenni, solo di recente i ricercatori hanno iniziato a dimostrarne gli effetti su persone che soffrono didolore persistente – spiega Carson -. I risultati di questo studio pilota forniscono supporto preliminare per gli effetti benefici dello yoga in pazienti con fibromialgia”. Lo studio è stato condotto su 53 donne maggiori di 21 anni di età sofferenti di fibromialgia da almeno un anno e sottoposte a trattamenti contro la patologia da almeno tre mesi. Le volontarie sono state divise in due gruppi: 25 hanno partecipato alprogrammayoga – ogni lezione consiste in 40 minuti di stretching leggero, 25 minuti di meditazione, 10 minuti di tecniche di respirazione, 20 minuti di presentazioni didattiche sull`applicazione dei principi dello yoga, 25 minuti di discussioni di gruppo – mentre le altre 28 hanno ricevuto solo le cure standard. Alla fine dell`esperimento è emerso che il gruppo che aveva fatto yoga reagiva meglio aldolore e alla fatica, accettava di più la malattia, era meno catastrofista e aveva un migliore tono dell`umore.

—–

fonte:

http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_01713

Cos’è la felicità?

Tag

,


«La felicità non è una successione ininterrotta di piaceri. Non si può far dipendere la felicità da fattori esterni che si consumano e la rendono vulnerabile.

La felicità autentica è uno stato mentale che rende capaci di gestire gli stati emozionali di gioia e di dolore allo stesso modo. Come il fondo del mare che resta uguale anche se la superficie si increspa.

E’ un’abilità che richiede tempo, sforzo e lo sviluppo di qualità come l’amore incondizionato e l’altruismo. E la disintossicazione da invidia, orgoglio, desideri compulsivi e odio, che è la nostra frustrazione rispecchiata negli altri. Se quest’idea potesse essere estesa al mondo, ci sarebbe un mondo migliore.

Anzitutto occorre dedicare un po’ di tempo alla meditazione, per distaccarsi dai pensieri ossessivi e prendere familiarità con sentimenti positivi. Più questi occupano spazio dentro di noi, meno ne resta per quelli negativi. A questo punto le esperienze della vita saranno “lette” con più felicità. È provato che 20 minuti al giorno bastano a dare risultati tangibili in tre mesi. Meditando più a lungo si attiva anche un minor invecchiamento delle cellule. Facciamo tanto fitness per il corpo, perché non fare anche allenamento per la felicità?

La grande infelicità dell’Occidente è pensare che la felicità sia un patrimonio per l’individuo, di cui prendersi la parte più grande possibile, prima che lo facciano altri. Egocentrismo ed egoismo sono i nostri peggiori mali. Il consumismo e la dipendenza da agenti esterni sono conseguenze, ma è provato che non fanno che aumentare le reazioni negative nel cervello».

(Matthieu Ricard, biologo molecolare francese che trentotto anni fa, a 26 anni, si è buttato dietro le spalle un destino da scienziato all’Istituto Pasteur di Parigi per diventare un monaco buddista in Nepal, il portavoce del Dalai Lama e infine uno scienziato della felicità)

tratto da: http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=2279

 

Qual’è la pratica avanzata?

Tag

, , ,

E’ pratica avanzata ogni movimento che ci porta più vicino al riconoscimento del nostro vero sè ( frase tratta dal libro “Lo yoga nella vita” di Donna Farhi).

Con questa definizione si può ben comprendere quanto ciò che nello yoga viene definito come  avanzato non  possa essere misurato con qualità o intensità, o come capacità o incapacità di raggiungere e mantenere posizioni difficili. Saper fare pratiche difficili e ardue non è certo prova di aver raggiunto realizzazioni profonde, anche se tramite tali pratiche è comunque possibile arrivarci.

Vivere il senso più profondo dello yoga  ci aiuta a provare un immenso piacere ad aprire anche solo le dita di una mano, a muovere impercettibilmente una piccola parte del nostro corpo, a percepire le piante dei piedi radicate a terra, ad assaporare la sensazione di leggerezza quando  in piedi riusciamo ad allinerare il nostro corpo verso l’alto. Non più sforzo, desiderio di raggiungere un traguardo, ma una distensione, un abbandono totale, dal quale l’attenzione si può propagare dentro di noi affinando col tempo la vista e l’udito interiori e amplificando anche la più sottile risposta fisica. Il segreto è accondiscendere, muoversi in sintonia con il corpo e non contro di esso. Invece di governare il corpo come se fosse una entità separata dal resto, ricollocare la mente al suo interno ci permette di ascoltare le informazioni non verbali e non intellettuali. Nel momento in cui diamo piena attenzione a ogni respiro e a ogni movimento, così come a ogni più sottile sensazione, allora il corpo  e la mente diventano tuttuno . In questo modo possiamo iniziare a sentire quanto ciò che pensiamo, sentiamo o immaginiamo sia in intima relazione con il nostro corpo fisico. In questo modo iniziamo a sperimentare uno stato di unificazione invece che di separazione. Questo è quello che distingue una pratica avanzata di yoga dal semplice stretching.

Praticare l’opposto

Tag

, ,

Praticare l’opposto è un’abile manovra in grado di insinuarsi anche dietro agli schemi mentali più fortemente condizionati.

Già il grande saggio Patanjali parlava dell’utilità di distogliere talvolta lo sguardo dagli stati mentali difficili, afflittivi e di “abitare” negli stati mentali sani. In questi momenti di “immersione”   nell’amore, nella compassione, nella generosità, occorre non prestare attenzione agli ostacoli, non combatterli e non opporre resistenza. CIO’ A CUI SI RESISTE … PERSISTE! Anzichè respingere gli stati mentali caratterizzati da avidità, avversione, rabbia… semplicemente occorre  dare linfa ai loro opposti e gli ostacoli svaniranno spontaneamente.

Nuove ricerche nel campo delle neuroscienze confermano quanto diceva Patanjali, e hanno scoperto che il cervello subisce modifiche sostanziali in seguito a esperienze ripetute. Ciò significa che esperienze ripetute di stati di felicità gentilezza e compassione effettivamente modificano le strutture fisiche del cervello. Così come è vero anche il contrario, fissarsi su atteggiamenti negativi  e sugli ostacoli, non fa altro che rafforzarli. Solo attraverso la pratica ripetuta di stati mentali sereni e felici, si è in grado di atrofizzare gli stati mentali afflittivi e le emozioni negative.

Solo con  un training mentale costante  si è in grado di trasformare i propri pensieri, le proprie emozioni, e quindi la propria vita!

 

La comodità nell’asana

Tag

,

Anche le posture più spettacolari dello Yoga, per un vero yogin non comportano mai particolari sforzi da turbare la sua tranquillità.

L’asana è un atteggiamento del corpo che può essere mantenuto a lungo, con stabilità e comodità.  A seconda della persona e della sua esperienza personale, è certamente possibile per ognuno eseguire asana di un livello di complessità a lui consono, mantenendo dentro di sè questo atteggiamento di agio e calma.

Alcune posture possono essere eseguite con atteggiamento di rilassamento, altre richiedono un maggiore lavoro fisico, ma occorre creare sempre una condizione di minimo sforzo, dove i muscoli che non sono interessati al movimento o al mantenimento della postura, devono essere  rilassati.

Il fatto che non si sente il bisogno di sciogliere l’asana in breve tempo, come se la posizione stesse diventando più riposante con il trascorrere del tempo, è un chiaro segnale  che si sta praticando correttamente e che il corpo abbandona le sue contrazioni e tensioni.

E’ utile nell’eseguire le posture di “non pensare di eseguire”, ma di “lasciare eseguire” la posizione, rimuovendo gli ostacoli dati dalle tensioni e rigidità, senza decidere l’intensità del movimento: è il corpo che decide il punto massimo perchè sa fin dove può arrivare , mentre la mente è piena solo di pregiudizi e di spirito di competizione.

Si ottengono i migliori risultati “smettendo di fare” anzichè “facendo”, anche se questo può sembrare un paradosso.

Praticare le asana con sottofondo musicale?

La musica di sottofondo, a parte le pratiche specifiche dove si usano musica e canto, aiuta ad  entrare in uno stato di rilassamento, che può essere utile magari all’inizio delle seduta per predisporsi ad una migliore condizione per la pratica. Ma l’abitudine ad avere un sottofondo musicale durante le lezioni di yoga, non favorisce certamente le esperienze di ascolto di sè più profonde e meditative.

Le nostre percezioni devono diventare interiori, invece la musica tende a mantenere  la nostra attenzione fissata verso l’esterno, producendo sì uno stato di rilassamento corporeo, ma che non ha nulla a che vedere con l’esperienza vera dello yoga.

E’ lo stesso discorso dello specchio  per controllare l’esattezza della posizione: all’inizio può essere forse utile, ma lo scopo ultimo è quello di diventare consapevoli dell’atteggiamento del nostro corpo senza l’uso della vista, ma utilizzando gli occhi della mente che ci permettono l’interiorizzazione e la percezione degli effetti più profondi della pratica.

 

Yoga Nidra

Tag

, ,

Yoga Nidra è una pratica che deriva dal Mahanirvana Tantra, lo Yoga tantrico della “Grande Liberazione”, dove gli adepti si concentravano sulle varie parti del corpo fisico e sui canali energetici interni con i loro punti focali, i Chakra, inviando a questi delle vibrazioni sonore attraverso particolari Mantra che avevano la funzione di trasportare nel corpo una “coscienza divina”.
I tantrici durante questo Nyasa (Il porre la mente in un punto) giungevano a uno stato meditativo tale da raggiungere la vera liberazione della mente.

Lo Yoga Nidra, è una tecnica molto potente, che insegna a rilassarsi consciamente a livello fisico, mentale ed emozionale.

Il rilassamento di una pratica di Yoga Nidra equivale a diverse ore di sonno privo di consapevolezza (si dice che un’ ora di pratica equivalga a 4 ore di sonno riposante). Non c’è da meravigliarsi che lo yoga Nidra sia un trattamento di successo per l’insonnia e che produca una netta diminuzione del tempo necessario per addormentarsi.

In due specifici momenti durante la pratica viene poi  richiesto al partecipante di dire la risoluzione o il Sankalpa, ecco di cosa si tratta. E’una breve affermazione mentale che si imprime nella mente subconscia quando questa è ricettiva e sensibile. Viene fatto all’inizio e alla fine  della pratica di yoga nidra: quella dell’inizio equivale al piantare un seme, quella finale ad innaffiarlo.  Si tratta del mezzo più efficiente per allenare la mente durante questa pratica: si dice che qualsiasi cosa può fallire nella vita ma non il “sankalpa” formulato durante Yoga Nidra. “Sankalpa” è una parola sanscrita che si può tradurre come “proposito” o “risoluzione”: è un metodo potente per riformare la personalità e la direzione della vita su linee positive. Se sapete che cosa desiderate ottenere dalla vita, il “sankalpa” può essere il creatore del vostro destino, ma prima dovete sapere dove volete andare. Il “sankalpa” è una breve affermazione mentale che si imprime nella mente subconscia quando questa è più ricettiva e deve essere formulato quando la mente è calma e tranquilla. Spesso nella vita normale prendiamo le nostre risoluzioni quando la mente è troppo attiva o disturbata e quando non è pronta a riceverle, spesso si prendono delle risoluzioni intellettuali, ma raramente queste portano frutti, questo succede perché la risoluzione non è stata piantata sufficientemente in profondità. Per avere successo il sankalpa viene invece seminato con forza di volontà e sentimento quando la mente è rilassata, pronta ad accettarlo e ad assorbirlo. La risoluzione dovrebbe essere utilizzata per scopi elevati, come il raggiungimento della propria realizzazione, ma può essere utilizzata anche per scopi terapeutici. Il “sankalpa” va scelto con molta cura. Le parole dovrebbero essere molto precise e chiare, altrimenti non penetreranno nella mente subcosciente.

Lo Yoga nidra è stato messo a punto da Swami Satayananda Saraswati , un maestro famoso dello yoga contemporaneo,  e la sua pratica come abbiamo vistro, non solo rieduca al sonno, ma è in grado soprattutto di portare al risveglio della parte più profonda di noi stessi, permettendoci di richiamare le nostre potenzialità latenti.

Il mantra ” Om Shanti”, un suono per pacificare l’anima

Tag

,

I saggi che scrissero i Veda  (i più antichi libri sapienziali), dopo aver esaminato la respirazione e il linguaggio, scoprirono che ogni suono, ogni vibrazione  ha un suo specifico effetto sensoriale che, oltre all’udito, coinvolge tutto il corpo.

Il sanscrito è una di quelle lingue come l’aramaico dove le parole sono formate da vibrazioni specifiche; dove il suono e la forma sono la stessa cosa, il suono e la sensazione sono la stessa cosa, il ripetere un suono permette il manifestarsi di quella forma.

Ad esempio  la vibrazione della parola pace è il suono Sh. Pace in sanscrito si dice  infatti Shanti (si pronuncia scianti). Pronunciando queste due parole, pace e shanti, avremo lo stesso effetto culturale ma un diverso effetto sensoriale e vibratorio.

Viene spontaneo per dire a qualcuno di tacere , o per calmare qualcuno che soffre o un bambino piccolo che piange, pronunciare a lungo il suono  sccc  come in sci, proprio per portare calma, pace. Questo è un esempio conosciuto e sperimentato da tutti di come l’effetto vibratorio di una  ripetizione per diversi minuti, con o senza accompagnamento musicale, del suono Scc (shanti)  produca un effetto rilassante sui sensi e il sistema nervoso di chiunque anche di chi non conosce il significato della parola.

Anche in natura l’onda emette lo stesso suono e questa ha la capacità di mettere pace  all’interno di noi stessi, perché  questo suono vibra come il pensiero di pace.

In ebraico antico pace si dice Shalom, in sanscrito Shanti, in aramaico Heshusha, e hanno la stessa radice di: Yeshua, Shiva, Krishna, Krishtos, Sciamano, tutto ciò che porta quiete nella mente ha questo suono.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri , senza parole, diventando  contagiosa . Non abbiamo dunque timore ad usare questo suono, a  mettere in questo suono tutto il nostro amore, la nostra compassione, il nostro desiderio di provare o di sollecitare quiete, il nostro potere di volontà di comunicare pace.

Nel ripetere questo mantra Om Shanti possiamno seguire questa sequenza, (il trattino indica la pausa): Om-Shanti Om- Shanti Shanti Shanti Om- e poi continuate Om-Shanti Om-Shanti Shanti Shanti Om…. Ripetendolo per  qualche  minut0 di seguito.

Om Shanti

Gayatri mantra

Tag

,

Il Gayatri é una preghiera rivolta all’ Intelligenza Universale. Il suo scopo é quello di accendere il potere del discernimento per permettere all’uomo di analizzarsi e di rendersi conto della sua natura divina. É conservata come reliquia nei “Veda”, le più antiche scritture dell’uomo. Continua>>>

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.